Exød: «Scrivo per necessità. La mia musica nasce dal rifiuto dell’illusione.»
Prima delle produzioni e delle rime ci sono stati i quaderni, le pagine fitte di appunti e l’urgenza di dare voce a un punto di vista lucido e privo di filtri sulla realtà. Il percorso di Exød nell’etichetta Terzo Canto parte da qui: da un’esigenza di scrittura intima che ha trovato il suo spazio naturale nella musica.
In attesa della pubblicazione di “JE” — il suo singolo e videoclip d’esordio previsto per venerdì 11 settembre 2026 —, abbiamo fatto una chiacchierata con il rapper francese per comprendere le radici della sua poetica e la genesi del suo progetto.
- Da dove nasce la musica di Exød?
La musica è arrivata come una conseguenza naturale della scrittura. Prima c’erano le parole, le pagine, i quaderni, …. Ad un certo punto ho capito che certi testi chiedevano un respiro più ampio.
Non ho mai scritto pensando di fare un disco, l’ho fatto per necessità. Quando quella necessità ha trovato le persone giuste e il contesto giusto è diventata un’evoluzione naturale.
- Cosa ti ha fatto capire che questo progetto poteva venire alla luce?
Ad un certo punto ho sentito che non stavo più scrivendo solo per me. I testi avevano smesso di essere appunti interiori e stavano diventando messaggi. Quando il messaggio è riconoscibile anche dagli altri non è giusto tenere tutto sotto chiave, lo scopo primo dell’arte è creare connessioni, ed è ciò che provo a fare.
- Ti senti più osservatore o protagonista del mondo che racconti?
Sono necessariamente dentro il mondo, ma ho bisogno di una certa distanza per capire, per non reagire in modo automatico. Scrivere mi serve proprio a questo: a fare un passo indietro per vedere meglio il quadro complessivo. È un punto di vista scomodo, ma profondamente onesto.
- Come definiresti il tuo universo in una sola parola?
Lucido.
La cupezza per me non è assenza di luce ma è un rifiuto dell’illusione. Guardo le cose per quello che sono, non per quello che vorrei che fossero. La lucidità è pericolosa, perché non addolcisce niente, e infatti gran parte delle persone cerca continuamente di trovare modi per allontanarsene.
Da questa dicotomia tra luce e ombra, tra bene e male, tra gioia e dolore, nascono le rime di Exød.





